Scritti
Due volte a settimana: riflessioni, domande e sfide su diritto, mente e tecnologia. Alcune idee reggeranno, altre no. Scrivimi quando non reggono.
2026
Il database di Damien Charlotin conta 2.184 casi di atti giudiziari con citazioni inventate dai modelli linguistici. Quindici in Italia. Il problema non è lo strumento. È che abbiamo smesso di leggere.
824.990.000 euro a Uber per decisioni solo automatizzate. Nello stesso giorno l’Italia scrive che la decisione finale sul lavoro spetta a una persona. Due notizie che dicono la stessa cosa, e lasciano aperta la stessa domanda.
Dal 30 settembre il codice penale italiano punisce chi omette le misure di sicurezza e di sorveglianza umana sui sistemi ad alto rischio. È una scelta forte. Il problema è chi finirà in aula.
La California vieta di usare sul lavoro strumenti che inferiscono emozioni o raccolgono dati neurali. Il Canada li tratta come dati sensibili. L’Europa ha già le norme, ma guarda il dato sbagliato.
L’Europa parla di semplificazione e il Digital Fairness Act non è ancora arrivato. Ma meno regole non vuol dire regole più chiare. A volte è il contrario.
Un uomo con la SLA è tornato a parlare con una voce sintetica decodificata dalla corteccia. È una notizia straordinaria. E pone al diritto una domanda che non ha mai dovuto affrontare.
Nel negoziato sul Digital Omnibus il Consiglio ha cancellato i segnali automatici di consenso e opposizione. Era l’unica proposta che provava a uscire dalla liturgia del banner.
Con il Digital Omnibus l’obbligo di alfabetizzazione dell’AI Act passa da un risultato a un processo. Sembra una correzione tecnica. È una scelta su che cosa vogliamo misurare.
Contiamo i gesti. Quanti click per iscriversi, quanti per andarsene? Costruiamo insieme il primo indice pubblico di asimmetria.
Il know-how è spesso l'asset più prezioso di una startup. La legge lo protegge solo se puoi dimostrare di averlo protetto tu per primo.
Abbiamo costruito un diritto che protegge la firma. Ma la firma arriva alla fine. È il percorso che la precede a decidere quasi tutto.
Ogni contratto ha una clausola che nessuno capisce al primo colpo. Vi chiedo di riscriverla in 60 parole, senza cambiarne l'effetto, e di mandarmela.
I dispositivi che leggono segnali del sistema nervoso escono dagli ospedali ed entrano negli uffici. Qualche ordinamento ha iniziato a rispondere. L'Europa, per ora, no.
Il documento di compliance invecchia il giorno in cui viene approvato. L'AI Act rende evidente perché le regole devono stare dentro gli strumenti, non accanto.
Studiamo con eye-tracking, fNIRS ed EEG come le persone leggono il diritto. Non per entrare nella loro testa, ma per capire cosa il testo fa a chi legge.
Il diritto presume che, se un'informazione ti è stata data, tu l'abbia capita. Era una finzione utile. Oggi è diventata un alibi.
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