Un segreto che non sai dimostrare non è un segreto
Molte startup che incontro hanno un patrimonio che vale più dei brevetti che non hanno depositato: il know-how. Il modo in cui addestrano un modello, la lista dei fornitori giusti, i parametri di un processo, le condizioni ottenute con un cliente. Quasi nessuna lo protegge davvero.
Non perché non sappia che esiste. Perché pensa che basti tenerlo riservato.
Cosa dice la legge
La Direttiva (UE) 2016/943 considera segreto commerciale un'informazione con tre caratteristiche: è segreta, ha valore commerciale proprio perché segreta, ed è stata sottoposta a misure ragionevoli per mantenerla tale. In Italia la disciplina è nell'articolo 98 del Codice della proprietà industriale, aggiornato nel 2018 per recepire la direttiva.
Il terzo requisito è quello su cui si perdono le cause. Non basta che l'informazione sia di fatto riservata. Bisogna poter dimostrare di averla protetta, con misure adeguate alle circostanze.
Lo stesso schema esiste negli Stati Uniti, dove il Defend Trade Secrets Act del 2016 richiede "reasonable measures", e nel Regno Unito, che ha recepito la direttiva nel 2018 e ha mantenuto quelle regole dopo la Brexit. Chi opera su più mercati ha almeno questo vantaggio: la logica è la stessa.
Dove si rompe
Nella pratica il segreto si perde in momenti prevedibili. Un dipendente chiave che se ne va. Un pitch a un investitore senza NDA, o con un NDA generico che non dice cosa è riservato. Una cartella condivisa con accessi che nessuno ha mai rivisto. Un fornitore che riceve specifiche tecniche senza clausole adeguate.
In ognuno di questi casi, davanti a un giudice, la domanda non è "era un segreto?". La domanda è "cosa avete fatto per proteggerlo, e potete provarlo?". Se la risposta è una policy scritta tre anni fa e mai applicata, la causa è in salita.
Proteggere è un processo
Per questo penso che anche i segreti industriali vadano trattati come compliance che gira, non come documento. Servono tre cose.
Un inventario: sapere quali informazioni sono davvero strategiche. Non tutto è segreto, e trattare tutto come segreto equivale a non proteggere niente.
Misure proporzionate e tracciate: accessi, accordi, formazione, con date e responsabili.
Una prova pronta: la capacità di ricostruire, in un giorno, chi ha avuto accesso a cosa e con quali vincoli.
È il problema da cui nasce Trade Secret OS. Ma il punto vale anche senza un software: chi non sa elencare i propri segreti non può pretendere che un tribunale li riconosca.
Per una startup c'è anche un valore negoziale. In una due diligence, un inventario ordinato del know-how protetto è un asset. Un generico "ci fidiamo delle persone" è un rischio che l'investitore sconterà dal prezzo.
Se domani il vostro miglior ingegnere passasse a un concorrente, sapreste dimostrare quali informazioni non poteva portare con sé?
Rispondi via emailRiflessione personale, non costituisce parere legale.