La comprensione si misura, la mente non si legge
Quando racconto che studiamo con eye-tracking, fNIRS ed EEG come le persone leggono un contratto, la prima reazione è quasi sempre la stessa: volete leggere nel pensiero?
No. Ed è proprio questo il punto.
Cosa misuriamo
Neuro Legal Cortex è un laboratorio che osserva la lettura del diritto. Dove si ferma lo sguardo. Quando torna indietro. Quanto sforzo richiede una clausola rispetto a un'altra. Non cerchiamo cosa pensa chi legge. Cerchiamo cosa il testo gli fa.
Da queste osservazioni stiamo costruendo un indicatore, l'LX Complexity Score, che combina complessità linguistica, distanza semantica, struttura e attrito cognitivo. I dati sono esplorativi. Li presenteremo quando saranno solidi, non prima.
Perché se ne occupa un giurista
Perché il diritto presume la comprensione senza mai verificarla. Abbiamo indici di leggibilità pensati per i giornali, non per contratti e informative. Abbiamo test di usabilità per le app, non per i moduli di consenso.
Se la validità di un consenso dipende dal fatto che sia informato, allora capire è un fatto, non un'opinione. E i fatti si possono misurare.
C'è un confine che ci siamo dati dall'inizio: misurare il testo, non profilare la persona. Il dato serve a migliorare il documento, non a giudicare chi lo legge. È lo stesso principio che difendo quando parlo di neurodiritti: la mente resta un luogo in cui nessuno entra senza permesso, nemmeno per buone ragioni.
Il passo successivo è portare queste misure fuori dal laboratorio, dentro gli strumenti che chi scrive contratti usa ogni giorno. È il lavoro di È CHIARO?.
Se domani potessimo misurare quanto è comprensibile una clausola, un giudice dovrebbe tenerne conto?
Rispondi via emailRiflessione personale, non costituisce parere legale.